La foschia mattutina della Marca dell'Upul-Oola è quella tipica delle pianure che si perdono in un mare freddo dopo chilometri di desolazione. L'unica parte che finora vede insediamenti stabili è la piana tra i fiumi Inga e Frablu. Tuttavia anche lì la terra è brulla, sassosa e dura, difficile da coltivare se non a tuberi o qualche cereale rustico.
I servi della gleba si inventano mille modi per condire la patata, e alla fine passano la giornata con un pugno di segala.
Come in ogni marca, a maggior ragione in queste terre è una rarità vedere circolare il clero di St Cuthbert; gli unici chierici presenti sono pochi Qazi qui confinati, forse più per demeriti che non per missione.
La nobiltà del Rutzbekistan, poi, non ha interesse a far valere i propri diritti di riscossione delle decime, davvero misere.
Fino alla reggenza del capitano Drog, il manipolo di Kuckìzzeri stanziati al Castello Ool Ooly conta poche decine di soldati, ma sembra siano ancora della risma di quelli valorosi e onorevoli, come non se ne vedono da anni. Il cambio di guardia dalla compagnia del capitano Drog a quella del capitano Tannen è stata il primo in decenni, poiché addirittura da diversi anni non arrivano più nuove leve. E così i pochi Kuckizzeri in servizio erano prossimi all'età del congedo, o forse l'avevano già passata.
Quindi il contado qui è senz'altro più libero che altrove, e si autogestisce, ma la povertà è tale che c'è ben poco da rallegrarsi e da governare.