Striga
Quando invece le Lamia divorano un animale, la Flegma agisce in modo diverso e viene creata una creatura simile, ma legata all'animale divorato. Le Striga necessitano di sangue come le Lamia e condividono con esse numerose caratteristiche, come la rigenerazione, ma sono tutti suscettibili alla luce solare e vengono invece potenziati dalla luce delle lune, e quindi dall'argento e dal ferro freddo.
Le Striga assumono caratteristiche somatiche simili all'animale divorato, ma più grottesche, e un'intelligenza così vasta da assumere un'ampia coscienza e sensibilità. Le Striga nate da una Lamia sono chiamate Striga Superiori e rimangono sempre nella stessa forma ibrida, anche alla luce del sole.
Le Striga però sono instabili, forse dovuto alla loro bizzarra creazione, e portano un germe arcano nel loro Flegma. Non possono infatti generare altri Striga come se fossero Lamia e l'unico modo per continuare la loro stirpe è mordere un Valdrasin e infettare il loro sangue puro con quello loro malato. Il Valdrasin infettato potrebbe morire o guarire in 5 giorni. Se guarisce, alla prossima luna piena il mortale si trasmuta in una Striga e diviene una Striga Minore.
Esistono le Striga Asimite (o argentate) se si trasmutano con il plenilunio di Esbat, mentre le Striga Siderite (o ferranti) se si trasmutano con il plenilunio di Mida. Si dice che esistono anche le Striga Lunari, che si trasformano con entrambi i pleniluni.
In ogni caso, le Striga hanno bisogno di sangue anche nella forma umana, anche se di meno dei loro parenti Lamia, il che li porta a condurre pratiche illegali e pericolose.
Le bestie più scelte nel banchetto delle Lamia sono animali ricchi di sangue caldo particolarmente dolci, ma la scelta di creare un Striga non è solo per il gusto del loro sangue. Oltre alla possibilità di assoggettare la Striga al proprio volere per avere un'ottima guardia notturna, ogni bestia conferisce alla Lamia dei poteri di Flegma che può acquisire solo divorandola. Ecco degli esempi conosciuti:
- Lupo: I Lupi sembrano avere un sangue ricco di ferro e forza vitale. Consumare il sangue di un Lupo può conferire alle Lamia una maggiore resistenza e una connessione con l'istinto da branco per tutte le creature assoggettate al volere della Lamia e le Lamia figlie.
- Cervo Argenteo: I Cervi possiedono un sangue che brilla leggermente al chiaro di luna. Il loro sangue è noto per conferire alle Lamia una migliore capacità di trasmutazione e controllo sul Flegma, tali da poter cambiare dei loro tratti somatici.
- Aquafalla: Un animale marino con piume spesse e dal lungo becco, con sangue dal sapore salato, trasparente e ricco del potere delle rocce. Il sangue dell'Aquafalla può conferire alle Lamia un miglior adattamento all'ambiente marino e un'immunità alla debolezza degli specchi.
- Pegaso: Queste creature volanti hanno sangue rosa acceso dal gusto dolce come il nettare dei fiori. Consumare il sangue di un Pegaso può conferire alle Lamia volo innato e la possibilità di poter attraversare confini anche se non invitato.
- Pentacorno: come grande affronto a Elhedna, il sangue di queste creature divine può essere molto potente per la Lamia. Può conferire una fertilità sanguigna maggiore per creare Lamia figlie più forti, ed è stato anche rivelato un legame con le spine e i corni.
- Coccogatto: Piccole creature pelose dal sangue dorato, noto per le sue proprietà curative. Il sangue di un Coccogatto può concedere alle Lamia immunità all'Argento, al Ferro Freddo e a numerose armi non magiche.
- Gazza Iridescente: Queste creature hanno un sangue dalle sfumature iridescenti, simile alle loro piume. Consumare il sangue di una Gazza Iridescente può conferire alle Lamia potere sugli specchi e sulle rifrazioni delle luci, ma non toglie loro la debolezza del riflesso.
- Cinghiale d'Onice: Questi cinghiali selvatici hanno un sangue scuro e denso come l'onice. Il sangue di un Cinghiale d'Onice può conferire alle Lamia forza fisica potenziata, muscoli più gonfi e resistenti.
- Tigre di Smeraldo: Questi felini hanno un sangue violastro, noto per la sua energia vitale. Consumare il sangue di una Tigre di Smeraldo può dare alle Lamia immunità alle bugie e la capacità di rigenerare altre creature col tocco.
- Ippopotamo Zebrato: Queste creature hanno un sangue pieno di energia mentale. Le Lamia che consumano un Ippopotamo Zebrato ottengono immunità ai trucchi dei nodi e dei granelli e diventano mentalmente più resistenti agli attacchi di Cinetismo.
- Ratto Bruno: seppur piccole, queste creature hanno un grande quantitativo di sangue, aspro, ma con grandi capacità animantiche. Consumare il loro sangue conferisce alla Lamia diverse nefande abilità necromantiche e maggiore affinità e controllo sui non morti.
Le Stirpe Maledette Kholangi e Shulangi
Le Striga più conosciute sono all'origine mitologica di due stirpi: i Kholangi e i meno conosciuti Shulangi.
Si dice che entrambe le stirpi furono maledette da due rancorose Potenze: Enkisa e l'esotica Ulthar.
Enkisaè la regina Vigliasangue delle bestie e del selvaggio, dell'ira e della gola. Nel mito, Enkisa aveva maledetto i Canavar delle Yaradisie orientali per due motivi che la rendevano furibonda: la cultura degli orchi di queste terre aveva sviluppato col tempo una tradizione monastica che mirava ad addolcire i desideri e gli istinti primordiali e questa si stava diffondendo verso il sud, a contatto con diversi altri popoli. Inoltre, il Mansa (re) degli orchi aveva lanciato diverese campagne di caccia e sterminio delle numerose bestie selvatiche e rabbiose che invadevano i confini e i campi dorati del reame. Tra queste spiccavano la Iena Malachite, una Iena feroce che agiva in numerosi branchi, anche terrorizzando i suoli cittadini.
Enkisa decise di mandare loro una Lamia di nome Angharad. La donna non morta conquistò subito il cuore del Mansa, ignaro della natura della consorte. In poco tempo si sposarono e lei conquistò anche il cuore del reame. In pochi anni, Angharad trovò la Iena Malachite perfetta per iniziare la maledizione e divorandola creò la prima Striga Superiore. Questa Striga fu mandata dalla regina a infettare il Mansa, la corte, e poi l'intero popolo. Pian piano, il reame cadde nella follia, ma per Enkisa non era abbastanza, dato che gli orchi si trasformavano solo al plenilunio. Angharad, sapendo del volere dell'Eterna Fame, decise di fare l'impensabile. Si innalzò come baluastro di speranza per gli orchi e si professò una grande sacerdotessa capace di spezzare la maledizione. Istituì un grande banchetto, ma fu Angharad a divorarli di nuovo, crescendo di dimensioni in una grottesca mostruosità non morta e rigurgitandoli come Kholangi, eterne stirpi maledette.
E così che fece con tutto il popolo che sperava di togliersi la maledizione bestiale. Quando l'ultimo orco si trasmutò per sempre in Kholangi, Enkisa fu soddisfatta. Angharad abbandonò le Striga al loro destino, selvagge bestie alla ricerca di sangue in un deserto di rovine dorate. Non sapeva che i Kholangi avrebbero regnato come Imperatori secoli più tardi, come il nostro Aspis Dictator San Zhilevet Zagash, Primo del suo Nome, ci ha dimostrato.
Angharad si disperse in cenere al confine del reame, ma si dice che il suo cuore sia rimasto come pietra a nord di Yeghuvan.
Per i Shulangi il loro mito è meno conosciuto e descritto solo nei brevi trattati degli esploratori imperiali dei Tre Mari. Un tempo i Shulangi erano Gobnhar, elfi antichi. Nel loro reame ancestrale si parla di una peste terribile che sterminava re e stregoni. Nessuno poteva opporsi e gli incantesimi divini sembravano solo rallentare di poco il contagio. Gli elfi avevano visto colonie di gatti diventare più attive e frequenti intorno alle fosse comuni e ai cimiteri, senza sembrare affetti dalla peste. Per questo motivo vennero considerati gli untori di quella temibile malattia e furono sterminati. Ulthar, il Vigliasangue protettore dei gatti, non fu più venerato e i suoi santuari calpestati al suolo. Ulthar si vendicò, ingannando Munkabis a fermare quella peste per lui. Il reame elfico guarì, credendo che la colpa fosse veramente di quelle piccole bestie miagolanti. Allora Ulthar mandò su Aerlia una Lamia di nome Tapu che presagì altre guarigioni e un lungo periodo di pace, se solo avessero seguito i suoi precetti. Una volta diventato consigliere del monarca, decise che ogni mago dovesse divorare lo scheletro di uno dei numerosi felini uccisi dallo sterminio. E così fecero, ingannati dai presagi della Lamia. Poi li invitò a corte, chiedendo un grande banchetto per celebrare i nuovi poteri che gli oracoli garantivano. Invece di divorare le leccornie servite, Tapu divorò gli stregoni. Grazie al potere degli spiriti degli animali, la Lamia li rigurgitò come Shulangi, delle Striga eterne. Il popolo però, si rivolse contro la Lamia e la prima tagliacuori dellla storia (Suluama) la distrusse divorandole il cuore.
Le nuove Striga tuttavia, erano troppo forti da essere confrontate e si saziarono in lungo e in largo nelle rovine della civiltà elfica. I sopravvisutti scapparono ai cinque cardinali e le Striga dovettero iniziare a fondare una nuova civiltà. Si dice che le Effigi dei Gobnhar uccisi dalle Striga rimangono ancora statuarie nelle rovine delle Terre di Nacubi.