sessione 20 - la morte di Petrides
Il cadavere di Petrides è stato spogliato dei diversi oggetti magici che possedeva: un'anello, varie pergamene, armatura, armi, etc. Sulla sua scrivania, nella stanza sventrata dal corpo del verme zombi gigante, giacevano ancora aperti libri di negromanzia ancora aperti su come risvegliare i morti, base teorica per gli studi che stava portando avanti. Un passaggio segreto scovato abilmente da Olaf Bjorsen ha portato alla scoperta di due interessanti documenti. Il primo era una lettera a Kavorquian, indirizzata a un certo Kavorquian dove si paventava una qualche minaccia legata a una misteriosa "regina". L'altra invece era la lettera di deposito di tesori intestati a Petrides presso la tesoreria di Specularum , per un totale di circa 70.000/80.000 mo! Bisognerebbe capire bene come funzionano le precauzioni delle tesorerie e vedere se fosse possibile mettere le mani su -possibilmente tutti- quei soldi.
Mentre il party stava uscendo si è imbattuto in un altro assalto di vermi rossi le cui ferite conseguenti lo hanno convinto a tornare a Unknown per riposarsi e rifocillarsi. Lì, parlando con Alaric Kirilov sembrerebbe che "Kavorquian" fosse il nome di un mago di cui non si sentiva parlare da tempo che viveva presso Penhaligon e si prodigò nel servire l'autorità costituita dalla famiglia Penhaligon nei suoi anni di attività. Ora deve essere piuttosto anziano, sentenziò Alaric dopo un non indifferente sforzo di memoria provocatogli dal nome "Kavorquian".
Durante la sera, alla locanda, degli avventori sono entrati trafelati dicendo di essere a mala pena scampati all'assalto di un grande drago rosso che imperversava per la strada che separa Stallanford da Penhaligon, a differenza di un gruppo che viaggiava davanti loro e che sono stati annientati da una vampata di fuoco lanciata dal drago. Il drago volava avanti indietro e ruggiva senza curarsi di essere visto e sentito, mosso da quella che sembrava una grande rabbia che lo rendeva ancora più pericoloso e spaventoso di quanto già non fosse al solo sentirne parlare.