Malfini crebbe sotto l’ombra del padre Kawasa, leggendario comandante della legione di aquile “Xaverius”, i cosiddetti Fulmini a ciel sereno. Fin da piccolo ammirava quel padre eroico e sognava di combattere al suo fianco, ma la sua impulsività gli costò tutto: intrufolatosi in battaglia, venne salvato solo dal sacrificio del padre. Distrutto dal senso di colpa, abbandonò la vita militare e divenne un intrattenitore errante, trovando rifugio nel teatro.
Col tempo, però, il desiderio di onorare l’eredità paterna tornò a bruciare in lui. Fondò una nuova legione, animata da ideali di gloria e cameratismo, ma un tradimento e la negligenza dei suoi lo condannarono a un’altra tragedia. Un attacco notturno di Synthoria sterminò i suoi compagni; solo Malfini sopravvisse, segnato dal fiele e dalla perdita. Da allora visse per la vendetta e per ricostruire se stesso tra le ceneri del passato.