1. Notes

Guerra dei Figli

Era un tempo immemorabile quando Nu, il Re della Quintessenza, si rese conto che, senza alcun compagno al suo fianco, sarebbe presto sprofondato nell'oblio di una nuova guerra tra le Forze Primordiali. Pertanto, sacrificò il proprio potere per generare due figli: la Luce di Bestemoth e l'Ombra di Kuyutha. Tuttavia, i due figli caddero involontariamente sotto l'influenza di due Forze Primordiali, la Luce e l'Ombra, che li benedirono immediatamente, mettendoli in opposizione l'uno all'altro.

Ogni sacrificio di una Potenza indebolisce il donatore, e così Nu divenne un padre distante e invecchiato. Passarono ere nella crescita dei suoi figli, finché non divennero anch'essi Potenze, grandi quanto il padre, ma con interessi diversi. Anche tra di loro, le due Ali erano sempre in conflitto, manifestando chiaramente la loro natura di forze opposte. L'unico interesse comune era la trasformazione degli elementi circostanti, una caratteristica a cui il padre era affezionato. Nu cercò di convincerli a restare unici sovrani del vuoto elementale, ma le Ali erano veggenti, avevano visto mondi strani nei loro sogni, influenzati da Ragnarra e Az, le due grandi entità che dormivano prima della nascita di Nu.

Per questo motivo, i due figli decisero di iniziare la loro creazione accanto alla carcassa di Az e intorno ai Piani Alchemici, prendendo potere dal Nihil. Bestemoth e Kuyutha si unirono, e il loro atto generativo creò una forma a spirale, una parte della Mandorla, con un'Ala sotto la Luce e una sotto l'Ombra.

All'interno di questa grezza Mandorla nacquero regni sognanti che richiamavano una forma più contorta ed evoluta dei Piani Alchemici: i Piani Spirituali. Questi regni erano popolati da quattro loro figli (in ordine): Iztara, Ixtabo, Mitra, Yesar, e da strane essenze senzienti che svanivano dopo poco tempo. Le due Ali chiamarono i loro figli Alati, e le essenze spontanee dall'Etere Draghi.

Capirono che generare figli tra loro non li indeboliva, come era successo a Nu. Decisero di continuare a crearne altri, ma negli eoni a venire non riuscirono mai a ricongiungersi, ormai troppo in conflitto sotto l'influenza delle Forze Primordiali. Gli Alati capirono che l'eredità era passata a loro, e presero i Draghi con sé per regnare sui loro grezzi reami.

Ogni Ala cercò un consorte differente, poiché non volevano congiungersi con i loro figli, ritenuti ancora troppo deboli. Bestemoth si avvicinò a Ragnarra, con cui riuscì a comunicare oniricamente e a estrarre gli amari segreti del cosmo che li precedevano. Decise che i Nihil e i Dormienti erano un'opportunità per popolare il cosmo di altre creazioni, ma non riuscì a svegliarli a causa dell'intervento della Sintropia. Ragnarra era l'unica, tuttavia, a sfuggire al controllo della Sintropia.

Bestemoth non riuscì a convincere la Guardiana Sognante ad avere dei figli, quindi li prese con la forza, ingannandola come aveva fatto una volta la Sintropia. La Dormiente, senza potere e costretta alla prigionia, portò in grembo migliaia di nuove Potenze, nate dal sangue del Nihil e dal sangue alato di Bestemoth. Ne seguì una lunga guerra in cui la Sintropia e l'Alato combatterono, e gran parte delle migliaia di Potenze della Stirpe di Ragnarra furono annientate. Rimasero pochi figli quando Nu riprese in mano la situazione e allontanò Bestemoth, la Luce sua alleata e la Sintropia. Fu di nuovo tregua, ma ormai il danno era stato fatto. La Guardiana Sognante aveva partorito la stirpe di Nihil: Himex, Kiyot, Blhulhu, Huxuco, Xilonen e Zena.

La sorella di Bestemoth, Kuyutha, non voleva coinvolgersi o intervenire in una guerra futile. Invece, cercò di avere dei figli da un consorte perfetto: se stessa. Chiese a Ixtabo di dividerla in due, facendo promettere la sua segretezza in cambio del silenzio rispetto agli altri figli. Chiese poi all'Ombra, forza sua alleata, di sorvegliarlo.

Ixtabo non disse mai una parola; fu proprio il neonato consorte Dumortha, nella sua grande ingenuità, a narrare al cosmo come era nato. Sfortunatamente fu Ixtabo a ricevere la punizione dell'Ala d'Ombra, diseredandolo dai suoi poteri. E fu l'Ombra a fare da boia.

Con Dumortha, Kuyutha riuscì a generare un solo figlio: il titano Ulricar. Era una potenza irremovibile, forte e potente, tanto da potersi opporre a chiunque potesse sopravvivere nella battaglia che stava avvenendo dall'altra parte del cosmo, tra Bestemoth e la Sintropia. Così la coppia divina attese che Nu desse tregua, poi colpì.

Ulricar ferì e indebolì Huxuco, Blhulhu e Xilonen, ma Kiyot e Himex resistettero contro la forza dell'enorme Titano, con Zena sotto la sua protezione. Quando sembrava che Ulricar avesse un spiraglio di insicurezza, Himex decise di tradire la Stirpe di Nihil, unendo le forze con la Sintropia e ferendo il fratello con la coda divina. Il sangue, i frammenti della coda delle Potenze e la loro disperata lotta generarono l'ultima parte della Mandorla: la spirale dell'Entropia e della Sintropia.

Ulricar aveva quindi la possibilità di finire il conflitto, ma tutto venne fermato da un sacrificio. Dumortha si distrusse completamente per fermare la guerra, come avevano fatto i Nihil eoni addietro, trafiggendo il cosmo dai suoi mille frammenti. Dumortha era disperato, era nato solo per il suo seme e aveva visto solo distruzione nella sua breve vita (la punizione di Ixtabo e la guerra tra Potenze).

Ulricar, il più vicino al sacrificio, venne ferito e impalato per l'eternità in agonia. Ma così fu ferita la Sintropia, e il suo prezioso tesoro, l'icore rubata dai Dormienti, lo spirito di vita. Il titano e l'icore riuscirono a far generare al dio impalato i suoi figli (in ordine): Zulfedar, Trymdar, Grishadar e Skaradar. Poi, Ulricar non si mosse più e rimase così per l'eternità, osservando la creazione evolversi attorno alla sua prigionia.

I frammenti di Dumortha ferirono molte altre Potenze, e sotto la debole saggezza di Nu, ci fu un'altra tregua. Questa volta durò più a lungo. Bestemoth giurò vendetta contro Kuyutha e la Sintropia, e Kuyutha fece altrettanto. L'Ala di Luce si tenne stretto i suoi nuovi figli, lasciando quelli precedenti nei loro reami, diseredandoli del loro potere per paura che si ribellassero. Così aveva già fatto Kuyutha per Ixtabo. Gli Alati erano ritenuti errori sia dal padre che dalla madre. I fratelli fecero quindi fronte comune per sopravvivere, anche se qualche volta Nu diede loro ospitalità, non erano sotto la completa protezione del debole Re della Quintessenza.