Nell'ultima festa dell'anno si festeggia in gran parte delle Yaradisie con le tradizioni portate dell'Oriente. Nell'Impero di Ignisantum, ogni fine d'anno, cinque giovani draghi, spesso discendenti diretti
della Progenie, si trasformavano in mortali. Abbandonando
temporaneamente le loro maestose forme draconiche, si immergevono nella
vita umana, fingendosi stranieri tra la popolazione fino alla notte
della Festa degli Stolti. Chiunque scoprisse i draghi nella loro forma mortale avrebbe ricevuto un dente del drago scoperto che lo avrebbe custodito come simbolo della sua Intuizione.
Inoltre se i draghi avessero vinto, sarebbe stato loro diritto avere potere sulla Progenie e quindi govenare l'Impero, mentre se i mortali avessero vinto, sarebbe stato loro diritto avere potere sulla Progenie, e quindi governare loro l'Impero. Questo diritto di potere, che separa il ruolo della Prima Progenia e il ruolo della Seconda Progenia, è una delle cause del collasso dell'Impero. Ora nelle Terre Perdute di Ignisantum i draghi hanno presto dimenticato i mortali dopo la Guerra delle Rinascite, preferendo rimanere solitari, ma nella Repubblica di Argeroth la tradizione dualistica del governo draconico e mortale continua ad andare avanti.
Questa tradizione si è trasformata presto in leggenda: ogni anno alla Festa del Drago i governanti scendono tra il popolo comune per festeggiare assieme a loro. Vengono infornati dolci a forma di denti di drago, morsi e fauci spaventose di cioccolato. Famoso il dolce Sardonico del Dente Saggio, in cui in dolci di pan pepato o marzapane vien nascosto un piccolo dente di "vero drago" (spesso di Draghide) per i più fortunati. I bambini lo adorano.
Dato che la Fine dell'Anno è anche festa per molte divinità, incluse gran parte della Corte Spinata, si accendono candele a forma di stella a cinque punte, vengono appese stelle di rame o argento, assieme a decorazioni invernali di aghi di abete e ghirlande, agrifoglio, vischio, artigli, denti e corna di diversi animali. Vengono costruiti anche draghi di stoffa e cartapesta da appendere sulle decorazioni, sopra le porte e sui balconi, ornamenti di cristallo e vetro, luci a forma di stelle e mantelli di scaglie finte dai colori brillanti.
Diffusa anche la tradizione di scambiarsi con i cari, lungo tutta la Festa del Drago e senza nessun preavviso, regali all'interno di uova di legno o carta decorata. Questa tradizione, piuttosto recente, deriva dal sud dai Regni Uniti di Malachite, per commemorare la Donazione Angelica e insegnare la generosità degli Dei ai più piccoli.
In altre regioni esiste la tradizione più antica di regalare pergamene magiche avvolte con nastri che cantano musica una volta aperte. Altre volte offrono sensazioni, come un abbraccio, o un messaggio di affettuosità da parte del donatore.