Il giglio nero prosegue la sua ricerca di Petrides. 4 antichi chierici traladariani trasformati in mummia vegliano una porta in una stanza illuminata dalle torce, segno di una presenza vivente. Uno strano tunnel perfettamente circolare alto circa 1,50, come se fosse stato scavato da un gigantesco verme attrae però l'attenzione di Dankant che vi si intrufola per esplorarlo venendo solo infastidito da uno scheletro. Così se ne torna indietro dai suoi compagni per aprire la porta ormai liberata dall'antica guardia. Ma non sa che quella piccola scaramuccia ha risvegliato morti che giacevano intorpiditi nelle stanze in cui il tunnel sfociava e che si sono lentamente messi in marcia verso il party prendendolo alle spalle mentre apriva la porta che dava nelle stanze del chierico di Nyx, Petrides. Aperta la porta si trovano davanti un uomo vestito con i simboli di Nyx in armatura con mazza e scudo, lunga barba e capelli castani, intrisi di sangue come parte del suo corpo, una profonda ferita al viso ne aveva asportato una buona metà, una orribile e sfigurante ferita che non poteva lasciare nessuno in vita eccetto, come era evidente, l'uomo che malignamente stava di fronte a loro, pronto a combatterli. Viene però subito messo fuori gioco dalla magia di Gannicus che lo immobilizza mentre stava fuggendo da loro in un'altra stanza, anch'essa con un circolare foro nel muro che si inoltrava nella terra. Ma ormai immobile era cibo per il camaleonte zombie. A Gannicus non era sfuggito però che la stanza principale era piena di cadaveri ammassati alle pareti e uno di questi adagiato sul tavolo, coperto da un lenzuolo eccezion fatta per la testa, da cui scendevano lunghi capelli neri e unti. Dankant per evitare discorsi lo decapita, casomai celasse qualche trucchetto. Ma dei strani rumori lasciavano presagire che qualcosa stava per accadere: quello come di un terremoto localizzato si rivelò essere un terribile e gigantesco verme rosso della terra, con denti particolarmente affilati e prominenti, ora divenuto uno zombi ed emerso dal foro che era esattamente delle sue dimensioni. Sfondando la parete di una stanza ha iniziato ad attaccare il party, mentre il rumore di passi e ossa provenienti dal tunnel si rivelò essere un numero imprecisato di scheletri e spettri attaccavano le retrovie del party dove si trovavano Gannicus e Olaf Bjorsen, un piccolo esercito attirato dall'incauta esplorazione del nano Dankant. Nonostante il loro numero la spada di Olaf falciava i corpi rianimati dei non morti mentre il chierico, pur colpito da uno spettro, li rendeva polvere ricorrendo all'invocazione del suo dio. Gli altri stavano colpendo il grande verme zombi che assorbiva i colpi e le ferite con grande resistenza mentre le sue fauci laceravano a destra e a manca. Ma ormai anche per il verme zombie sembrava essere arrivata la fine e mentre Olaf notava l'assenza di vita negli occhi del chierico malvagio paralizzato nella sua immobile faccia orrendamente tagliata a metà si accorgeva l'intero party che nella stanza c'era ancora qualcuno. Nell'angolo opposto della stanza, sotto una pila di cadaveri emerge un uomo dallo sguardo malvagio e sadico, lunghi capelli neri unti e oleosi e una voce acuta e stridula. L'uomo che li osservava mentre emergeva dalla pila di carni morte e putrefatte sembrava essere davvero il malvagio chierico Petrides e dunque la consapevolezza che sia il cadavere sul tavolo che quello che li aveva accolti, animato dall'incantesimo negromantico "possessione delle spoglie", erano solo una distrazione, prendeva corpo nell'esterefatto party. Con le parole: "è ora che mi occupi personalmente dei miei ospiti" accompagna la formulazione di un incantesimo, pronto ad essere lanciato sul party: dalle sue dita iniziano a sprigionarsi saette di luce bianca e spettrale che inizia a prendere la forma di temibili frecce intrise di dolore e malvagità, pronte a riversarsi sul party.
sessione 19 - Petrides esce allo scoperto
2 Vatermont 1002 D.I.