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sessione 37 - Il patriarca Sherlane ha molte notizie

19-20 Vatermont 1002 D.I.

sessione 36 - incontro con i Scaglia di Drago


Mentre il party usciva vittorioso e malconcio dal laboratorio di Unknown avviene l'arrivo improvviso del patriarca e barone Sherlane Halarandi La Soglia. E' lì per ritrovare un anello magico che apparteneva a un suo nipote, Laurus Bellighor, nonchè giovane chierico al suo servizio, ucciso e derubato dalla banda "scaglia di drago". Effettivamente era stato trovato quell'anello fra gli oggetti della banda sconfitta e gli viene ridato. Il barone lo consegna a suo nipote, lì presente con lui, e altri circa 15 uomini della sua scorta: è ora vivo, resuscitato dal barone. 

L'anello Bellighor
L'anello era maledetto per chiunque non fosse della famiglia Bellighor : impediva ogni tipo di cura e alla morte trasformava in vampiro. Questo spiegherebbe la strana morte dell'elfo, membro dei scaglia di drago, che fu l'ultimo a indossare l'anello e di cui vi parlò Meranan Corvocriniera, l'ultimo a prova a curarlo. E' stato sepolto nel piccolo cimitero di Penhaligon e secondo il barone è ora probabilmente un vampiro. Invita allora la banda dei Giglio nero a liberare il cimitero dalla sua presenza e fare così buona impressione su Arteris Penhaligon, che è stata informata di questo loro impegno dopo che lo hanno accettato. Un chierico, Berkus è stato incaricato dal barone di rimanere con loro per spiegargli come affrontare un vampiro dato che Il giglio nero non ne mai affrontato uno.  

In verità il barone si trovava a Penhaligon perchè da tempo era in contatto con Kavorquian per indagare sugli strani movimenti di umanoidi che da settimane agitano il territorio fra Penhaligon e La Soglia ed ne voleva parlare con Arteris oltre che con lo stesso Kavorquian. Ma poi è venuto a sapere da un suo contatto in città che l'anello di Bellighor era stato avvistato e si è messo sulle sue tracce: a questa persona, un esperto di oggetti magici, fu fatto valutare e analizzare. Lo riconobbe, mentì a coloro che glielo avevano affidato dicendo che era maledetto e basta (cosa in parte vera) e gli fece un incantesimo segretamente che permetteva di essere localizzato a qualsiasi distanza. E informò il barone che si trovava casualmente in città.

I complotti di Ilyana

Ma riguardo la principale questione Il barone sospetta, ma orami è più di un sospetto, che dietro ci sia Ilyana Penhaligon, la sorella illegittima di Arteris, che punterebbe al potere della sorella. Sembra che si stia organizzando qualcosa di grosso e ci sia di mezzo anche della magia (è stato trovato un capo orchetto sotto un potente controllo mentale che farfugliava del "ritorno della regina"). Un diario di Kavorquian mostra queste stesse conclusioni. 


Kavorquian è morto tre settimane fa e non c'è il suo ultimo taccuino. Anche Eucris il suo assistente (e il suo diario degli ultimi mesi) non c'è. E' partito per non si sa dove, subito dopo che Kavorquian entrò in coma alcune settimane fa. Eucris disse di non preoccuparsi, di nutrirlo e prendersi cura di lui. Ma dopo un pò, tre settimane fa, Kavorquian morì. Si decide allora di riesumare il cadavere di Kavorquian e di parlare con lui eppure stranamente il suo cadavere non si rianimò per parlare, come se fosse morto anche il suo spirito. Il barone, autore dell'incantesimo, non si sa spiegare il motivo, non era mai successo. Era come se il suo cadavere fosse vuoto, senza il suo spirito. Il party cerca di indagare e sospetta del ruolo di Eucris ma non sembra trovare nulla di incriminante se non la strana partenza subito successiva al coma del mago. Quello che hanno in mano sono solo alcuni appunti di scritti di Kavorquian.

Il buon giorno si vede dal mattino
Con queste domande e questi pensieri il party va a dormire, mentre il barone ritorna con la sua scorta a Penhaligon prima di ripartire per La Soglia e Unknown parte emozionato e teso per il suo misterioso viaggio portando con sè la spada e la tiara preziosa che il party è riuscito a riportargli dalle stanze del padre.

Nella notte Gannicus ha un sonno agitato, delle visioni e delle rivelazioni, e scopre che la sua divinità, adirata per aver usato la sua magia per resuscitare Bigby, gli lancia una sfida riparatoria: anch'essa ha ridonato vita a una qualche creatura, simboleggiata da una statua nera mostruosa rimessa in piedi e dalla frase "una vita per una vita", la cui uccisione farà ritornare Gannicus nelle sue grazie. Come Petrides dovette uccidere Gannicus per riottenere le grazie della dea e fallì, così ora Gannicus dovrà vincere un prossimo duello. 

Nella notte succede anche altro: Gurdrot DuroGreppe, il nano superstite della banda scaglia di drago, accolto dal party come nuova leva del gruppo, evidentemente aveva altri piani e la sua natura non era affatto quella benevola e leale che si pensava: così, nel silenzio della notte, ruba la pergamena della stanza magica, un piccolo oggetto che contiene un grande tesoro a uno del party e scappa. O meglio: la mattina al loro risveglio erano entrambi spariti.

Dopo che Gannicus parla con la sua dea gli viene esplicitata questa sua prova si sente un grande ruggito provenire da fuori la casa ma affacciatisi non si vede nulla. MA una volta che il party si accorge del furto della pergamena si lancia subito alla sua ricerca: dalle tracce del cavallo rubato si deve essere diretto a Penhaligon con il maltolto. Ma dopo poche centinaia di metri di nuovo un violento ruggito li gela: qualcosa di minaccioso sta volando sopra di loro, alzano gli occhi e non vedono nulla dove dovrebbe esserci la fonte del ruggito: un mostro invisibile? Le mani si stringono all'elsa delle armi e le menti vanno agli incantesimi più potenti. Ora la pergamena rubata no è più il primo problema del party.

sessione 38 - un pò di pace alla magione