Era la mia prima volta in città. Il Mastro mi aveva dato appuntamento alla Via del Cinghiale Blu, ma mi persi in cinque diversi quartieri e arrivai in ritardo. Non feci altro che parlare di quello che avevo visto: stoffe pregiate e dai colori vivaci sotto a bastioni di mura che sembravano castelli, palazzi di marmo, mausolei e cenotafi dorati, colossei di pietra viva, piazze grandi quanto città, ricolme di forestieri e mercanti, pareti dipinte e scritte da mille colori, sottoborghi di bronzo che puzzavano di Etere, le luci della notte che brillavano come giorno, illusioni di draghi e giganti che combattevano sotto circhi vaganti. E poi quando uscii dalle mura, nelle campagne di uva e lavanda, nidi di grifoni, fantasmi di etere e antichi obelischi, primo rifugio dei pellegrini della dea dell’amore... Ero innamorato.
Chiamata anche la Città Diamante, o la Grande Moneta, l’enorme città di Falcadia si erge abbracciata al fiume Zevigre fino a raggiungere le sponde del Golfo delle Stoffe, raggiungendo la grandezza di una vera e propria megalopoli, una delle città più grandi di Aerlia. Il suo dominio, relativamente piccolo in confronto agli stati confinanti, è protetto dal Lago Nirvade a nord, dal Mar Cobalto a sud e dai Picchi del Vino a oriente.