sessione 23 - lungo il sentiero della forca
Il party arriva a Penhaligon presso la porta di Lupo di Ferro, quella che da sulle colline nere (chiamata precedentemente "Porta delle colline"). Dopo aver salutato Ecthelion della Fonte comprano una aggiornatissima mappa di Penhaligon (vedi mappa)con descrizione delle numerose locande di Penhaligon (è risaputo che sia la città di Karameikos con la più alta concentrazione di locande in base agli abitanti), esercizi commerciali, luoghi di interesse e cittadini illustri. Come prima cosa si dirigono nella tesoreria di Penhaligon, Tesoreria Tre Soli, dove depositano i tesori raccolti nell'assalto alla tana di Petrides. Quindi si fanno indicare un luogo dove poter vendere gli oggetti magici: alla guglia di ardesia, nello stesso distretto della Tesoreria, il Distretto dei mercanti. In questo che è l'edificio più alto di Penhaligon si trova al piano terra il negozio di Magnus Nelaine, un mago che si è ritirato dalla vita di avventuriero e che ha qui la sua abitazione dove si occupa di commercio di oggetti magici e cura degli apprendisti. Il party, dopo aver analizzato gli oggetti di Petrides, porta qui gli oggetti in attesa che il mago faccia la sua valutazione e le sue proposte di acquisto.
La sera, analizzando gli oggetti magici, scoprono che un braccialetto appartenuto a un certo "Dalmund", trovato tra i tesori rubati degli orchi, gli era stato donato da "Dalmarak". Nomi che però non gli dicono niente.
Così, sul finire del giorno (4 Vatermont 1001 D.I.), il party trova posto nella locanda sulla strada del duca "Strada di Karameikos". Il giorno dopo Gannicus e Bigby decidono di sbrigare le faccende in sospeso e per prima cosa vanno a incontrare Magnus Nelaine il quale elenca a bigby gli incantesimi di 5 livello che potrebbe insegnarli e fa trapelare la sua poca stima per il precedente maestro di Bigby, il mago Teldon, di Karameikos, e la sua gilda di maghi. Quindi iniziano a cercare in formazioni sul party i neri che li hanno lasciati in asso alla Rocca di Falconero per venire a Penhaligon, come hanno scoperto dalla porta.
Dopo aver avuto conferma dalle guarde che una banda corrispondente ai Neri era entrata a Penhaligon il giorno prima, prima di loro, Iniziano a setacciare tutte le locande di Penhaligon, per quanto possibile. Finalmente, arrivati alla casata delle spade, nel Distretto Castello, una locanda costruita adiacente alle mura che cingono il castello, trovano ciò che cercano. Il nano Thoros Barbavino, gestore della locanda, un corpulento nano con un braccio solo, si ricorda di quella banda di sette avventurieri tra cui un halfling. Ma per farlo parlare Gannicus è costretto a fargli provare qualche brivido da avventuiero dato che il povero Thoros, dopo aver perso il braccio contro una manticora, se è dovuto ritirare e ha aperto la locanda soprattutto per essere a contatto con l'avventura tramite gli avventori che ospita. Infatti la casata delle spade è una locanda considerata una sorta di gilda non ufficiale delle bande di avventurieri che qui spesso e volentieri si ritrovano per i prezzi vantaggiosi se si è in grado di raccontare qualche storia e lasciare qualche cimelio nel grande muro che si impone nella sala centrale. Gannicus porta Thoros fuori Penhaligone gli mostra, nascosto in una fitta boscaglia il suo drago zombie, cosa che pare a Thoros un vero prodigio e qualcosa che non aveva mai visto. Così Thoros, pago dell'esperienza, svuota il sacco:
Il giorno stesso i Neri, diverse ora prima, sono entrati lì chiedendo informazioni di un'altra banda di avventurieri, scaglia di drago. Questa banda era arrivata alla casata delle spade pochi giorni fa e la sua presenza non era stata discreta. Entrati con tanta voglia di festeggiare la loro impresa, di cui recavano a prova una grande scaglia di drago rosso, ora appesa alla parete della locanda, la situazione presto degenerò. Uno dei componenti del gruppo, un elfo, era gravemente ferito dallo scontro e il loro chierico, di nome Liut, non era stato in grado di curarlo come si aspettavano e rischiando la vita l'elfo era stato affidato in extremis alle cure di un elfo di Penhaligon, presente nella locanda e ai festeggiamenti, che lo portò urgentemente con sè per curarlo. Scoppiò uno forte lite fra Liut e il resto del party che lo accusava di incompetenza. Nelle frasi del litigio si potè capire che il fratello dell'elfo era caduto nella lotta con il grande (lo si capiva dalla scaglia) drago rosso e per questo l'idea di perdere anche l'altro fratello era particolarmente difficile da accettare. Thoros raccontò anche che gli fu recapitato un biglietto da consegnare ai scaglia di drago appena li avesse visti al bancone, biglietto che aveva solo un simbolo e che a memoria Thoros ridisegno per il nostro party. Questo è tutto quello che sa e che probabilmente sanno anche i neri in merito alla banda scaglia di drago. I neri sono stati particolarmente interessati alla grande scagli di drago rimasta appesa al muro.
Prima di andare via Il giglio nero ha lasciato il suo nome inciso sul muro e una scaglia di drago nero.
Se vogliono sapere che fine abbia fatto l'elfo possono chiedere a colui che si è offerto di aiutarlo: il celebre Meranan Corvocriniera, un elfo di Alfheim che si è stanziato a Penhaligon e che abita in una grande e bella villa a PietraValle, il quartiere degli elfi nel Distretto Sud. REecatisi da lui scoprono dalla ragazza che gli apre la porta che Meranan è fuori in qualche locanda di Penhaligon dove usualmente passa le serata e che l'elfo che aveva portato con sè malato è purtroppo morto.
Decisi ad aspettare il ritorno di Meranan per l'indomani Gannicus e Bigby tornano nella loro locanda scoprendo che proprio lì Meranan si stava intrattenendo con diverse fanciulle e alcuni boccali di birra. Ma quando gli si avvicinano e gli chiedono dell'elfo ferito Meranan si fa serio e racconta quello che sa: era alla casata delle spade quando i scaglia di drago hanno iniziato a coinvolgere tutti nei festeggiamenti e poi come pubblico del loro litigio e capendo il problema si è offerto di provare a salvare l'elfo ferito ma anche lui (e i suoi chierici) hanno fallito: l'elfo è morto e a nulla sono valse le cure per guarirlo, e non sono stati in grado di fare nulla per impedirne la fine. Quello che lui sospetta è una qualche potente maledizione che fermava gli effetti magici e non magici delle guarigioni. Non vede altre spiegazioni. L'elfo è stato sepolto dal suo party nel cimitero di Penhaligon, quello dentro le mura e riservato ai cittadini più importanti o a chi se lo può permettere. Il party dell'elfo ha pagato per la sua sepoltura lì. Al funerale dell'elfo è stata l'ultima volta che Meranan ha visto i scaglia di drago.