resoconto degli eventi iniziati con l'affidamento al party di essere la delegazione del duca Stefano Karameikos III alla festa del re Halav
Delegazione alla festa di Halav
Dopo l'incoronazione del primo imperatore di Thyatis (D.I.)
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Il party, dopo avere ricevuto l'incarico di rappresentare il duca Stefano Karameikos III presso la festa del re Halav che si terrà a Unknown incontra Appius Penhaligon che è stato incaritcato dallo stesso duca di fare parte della delegazione. Il giorno dopo lascia Specularum al seguito di una carovana diretta a Unknown.
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Il party inizia il viaggio la mattina dell'11 Nuwmont 1002 D.I.
Una prima sosta importante a Kelvin il giorno dopo, il 12 Nuwmont 1002 D.I. dove sono ospiti del barone Desmond Kelvin II e della sorella Alerena Kelvin. Il barone si mostra molto desideroso di ritrovare Valen Karameikos il figlio scomparso del duca Stefano Karameikos III. Offre ai personaggio grandi ricompense in caso di aiuto nel ritrovare il ragazzo.
Chloe Jr. riesce a strappare delle confidenze al Alerena Kelvin che trova nella giovane maga una persona di buona compagnia gettando i semi di quella che potrebbe essere, se coltivata, una futura amicizia. Arelena confida a Chloe che il fratello è tanto desideroso di ritrovare Valen nella speranza che la gratitudine del Duca convinca al figlia Adriana Karameikos a sposare il barone, matrimonio molto desiderato dal fratello, che lo consacrerebbe erede del Duca, ma non dalla figlia che ne respinge decisamente le avanches. Il giovane Barone è ambizioso ma leale al Duca e non proverebbe a raggiungere il trono in una maniera diversa da questa.
Ripartiti, il giorno dopo (13 Nuwmont) il party arriva verso sera a Penhaligon. Lungo le vie di transito, le porte e le mura della città ci sono diverse teste infilzate su picche, appartenenti a orchi, goblin ma anche umani nonchè diversi corpi di giustiziati o ancora vivi come monito verso i nemici del feudo, bersaglio di continue sortite e attacchi.
La governatrice Arteris Penhaligon non riceve il party, si dice essere fuori città.
Il giorno dopo ripartono e arrivano dopo poche ore al piccolo villaggio di Unknown. Qui sono in corso i preparativi per la festa prevista per il 28 di Nuwmont, che celebra la festa del re Halav per ricordare la sua nascita. Alaric Kirilov è il chierico responsabile della festa e capo del villaggio che invita il party a prendere alloggio presso una grande taverna del paese. Nell'attesa del giorno della festa il party fa la conoscenza del capo delle guardie, Vladim Zosky.
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Il Il giglio nero è arrivato a Stallanford e non gli rimane che aspettare. Difficile rimanere con le mani in mano. Mentre Chloe Jr. Gannicus e Ferruccio "Ruccio" De Bortoli hanno deciso di esplorare i dintorni assentandosi qualche giorno il resto del gruppo ha fatto delle ronde più vicine ai confini di Stallanford. Il 15 Nuwmont hanno catturato tre orchetti che li stavano spiando, hanno cercato di recuperare qualche informazione ma senza successo. La vita ha ripreso a scorrere normalmente fino a che, nella nuvolosa notte del 18 Nuwmont non sono stati svegliati da un rumore di grida e di battaglia. Un assalto di orchetti in piena regola ha preso corpo contro Stallanford nella notte: è la Battaglia di Stallanford!
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sessione 03 - assalto nella notte
Il party combatte furiosamente con gli orchetti che hanno preso d'assalto Stallanford (vedi Battaglia di Stallanford) e la locanda uccidendoli tutti e salvando il locandiere Rinacrio Gestico, proprietario de L'halfling affamato, locanda dove il party alloggiava, e la sua famiglia che si stava nascondendo nella cucina dell'edificio. Improvvisamente, al suono di un corno e senza un apparente motivo, tutti gli orchetti ancora vivi si sono ritirati.
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sessione 04 - la battaglia di Stallanford
Dopo il ritiro improvviso degli orchetti non ci è voluto molto, mentre si contavano i morti e si curavano i feriti, per vedere che l'attacco più duro era stato inferto al tempio della Chiesa di Traladata, completamente avvolto dalle fiamme. Alaric Kirilov, il chierico capo del villagio e sovrintendente alle prossime festività si trovava lì dentro. Una volta spento il fuoco i tre cadaveri carbonizzati dentro la chiesa furono magicamente interrogati da Gannicus. Per fortuna nessuno di loro era Alaric, e il suo povero assistente a cui apparteneva uno dei corpi raccontò di come il chierico fu rapito dagli orchetti prima di distruggere il tempio. Così il giorno dopo Il giglio nero fu invitato dal capo delle guardie (il capovillaggio era assente da diversi giorni) a mettersi sulle tracce degli orchetti e recuperare -vivo, se possibile- il chierico Alaric. Il festival del re e il morale dei partecipanti sarebbe stato un'altra cosa senza di lui.
In poche ore il gruppo raggiunse quella che doveva essere l'ingresso della caverna degli orchetti e loro tana. A fare la guardia c'era un gruppo di troll e degli arcieri appostati sugli alberi. Tutti furono uccisi dal party che aveva così via libera, benchè alcuni orchetti riuscirono a rientrare nella tana probabilmente a dare l'allarme.
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sessione 05 - il rapimento di Alaric
Ripulita lo spazio antistante la grotta il party decide di non entrare anche per aver già speso diversi incantesimi importanti e perchè hanno perso l'effetto sorpresa. Decidono di dividersi: un gruppo rimane nascosto nei pressi dell'ingresso e un gruppo farà il giro della collina per vedere se ci sono atri ingressi. Durante questa perlustrazione incontrano Felce Piedepiatto e sua sorella, messesi alla ricerca del fratello Harribal Piedepiatto. Dopo aver superato i sospetti Felce chiederà aiuto al party e si unirà ad esso per ritrovare suo fratello mandando la sorella a casa, alla vicina fattoria Lernan. Il gruppo rimasto alla grotta sarà impegnato a lottare con un gruppo di orchetti usciti dalla tana per vedere dove si trovasse il party. Sconfitti gli orchetti e sigilalto provvisoriamente il dungeon con una ragnatela magica il party ha preparato delle trappole d'avvertimento intorno all'ingresso della caverna e vegliato tutta la notte. Nulla succede e arriva il giorno successivo.
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sessione 06 - la famiglia Piedipiatto
Il party entra finalmente nella tana degli orchi che si rivela una antica costruzione sotterranea, probabilmente un luogo di culto e di sepoltura, oggi adibita a tana degli orchetti. Al suo ingresso, nella prima stanza occupata da diverse guardie, dopo averne uccise alcune e fatte scappare le altre, una trappola ben congeniata fa cadere l'itero parti in una grotta sottostante che ospitava la tana di diversi e terribili rugginofagi. La battaglia è dura, Bigby si tramuta in una grande idra a 8 teste per combatterli fino a che uccisi 2 di essi i rimanenti tre si ritirano nel fondo della grotta. Nel frattempo gli orchetti sono ritornati in forza e hanno inziato dal bordo della fossa a colpire il party. Un muro di fuoco ha allontanato gli orchetti e il party ha deciso di sterminare i rugginofagi rimasti anche se la grotta sotterranea non ha vie di fuga: bisogna risalire per forza!
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sessione 07 - dentro la tana degli orchetti
Il party ancora all'ingresso del dungeon, che pare essere stato in passato una antica tomba delle popolazioni della zone, riceve una ambasciata degli orchetti per trattare la pace. Offrono la liberazione dell'halfling Harribal Piedepiatto, lì presente con loro e con un coltello serrato sulla gola, ma non quella di Alaric Kirilov alludendo che quasi fosse egli stesso intenzionato a rimanere con gli orchetti. Successivamente verrà trovata tra gli orchetti uccisi una lista di ingredienti, in lingua comune, per creare pozioni di guarigione.
Mentre è in corso la trattativa il mago Bigby lancia un incantesimo del sonno sullo sciamano che portava avanti la trattativa e i restanti orchetti. Si addormentano e in quel momento il party si getta sugli orchetti. Harribal viene liberato dalla sorella e escono dal dungeon mentre altri orchetti accorrono dal resto del dungeon e combattono con i pg. Alla fine il party riesce ad avere la meglio anche se diversi membri sono decisamente feriti e hanno urgente bosogno di cure.
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sessione 08 - diplomazia saporifera
Il party, dopo lo scontro con gli orchetti, decide di tornare a Unknown per curarsi. Colluson, la guardia che li ha accompagnati alla tana degli orchi e Olaf Bjorsen rimangono a presidiare l'ingresso della tana. Nel frattempo si scopre che l'anziano chierico Alaric Kirilov aveva una discreta fama come guaritore e creatore di pozioni di cura e si diffondono i sospetti su una sua libera adesione alla causa degli orchi. A Stallanford il party riceve in dono alcune pozioni di cura prodotte da Alaric e scampate alla distruzione. Nel frattempo Appius Penhaligon è stato incaricato dalla governante di Penhaligon e sua cugina Arteris Penhaligon di condurre una guarnigione di soldati del Ordine dei Tre Soli a rafforzare le difese di Stallanford in vista della festa del re Halav. Tornato nella tana degli orchi alla ricerca di Alaric il party si imbatte in un gruppo di orchi che barricati in una stanza che contiene un forziere e hanno dato fuoco a una porta.
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Il fumo che proviene dalla porta spinge il party a ritrarsi e nell'incrocio dei corridoi si imbatte nell'orda di orchetti barricata che è uscita, spinta dal fumo, pronta a giocarsi il tutto per tutto. Cadono molti orchetti sotto i colpi del party e solo pochi sopravvissuti vengono fatti prigionieri una volta arresisi. Ma non hanno informazioni utili. In una stanza a nord si trovano tre raghodesse incatenate che, come dice Harribal Piedepiatto, improvvisamente sbucato dall'ombra, proteggono un prezioso tesoro, causa della sua inimicizia con gli orchi, e questa informazione viene rivelata da lui al party per sdebitarsi. Facilmente eliminate il party mette le mani sui preziosi gioielli.
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sessione 10 - visita agli orchetti
L'esplorazione continua. Un'altra porta barricata viene trovata e anche ad essa viene dato fuoco. Nel frattempo, aspettando che la porta bruci e allontanandosi per non venire soffocati dal fumo, ci si imbatte in una grande stanza la cui parte superiore ospita un piccolo laghetto articifiale che ospita immobili creature dalla forma rettiloide, come delle grande lucertole tozze. Ma due sono le cose che colpiscono: il corridoio che porta alla stanza/grotta nasconde una trappola: dei fragili legni che sorreggono un soffitto pericolante sono legati a una corda che se venisse tirata farebbe crollare tutto. In secondo luogo Alaric Kirilov, proprio lui, è in un angolo, seminudo, sporco, incatenato al muro che implora la liberazione. Alcuni del party gli si avvicinano per liberarlo ma lui li invita a non toccarlo: una potente maledizione si sprigionerebbe da lui se venisse toccato, e tutti morirebbero. Devono entrare e seguirlo, superare il piccolo lago e trovare oltre si esso una cripta dedicata alla divinità orchesca e lì poter spezzare la maledizione. Il party è interdetto: fidarsi di queste parole? Arriva che ritiene Alaric un inganno: un incantesimo dissolvi magia lo fa infatti scomparire ma non prima che un mago orchetto, abilmente nascosto nella stanza tiri le corde e faccia crollare tutto: Yleen Gannicus e Dankant rimangono dentro, Bigby e fuori.
Lo sciamano corre felice ad avvertire altri orchetti che dopo pochi secondi si avventano per un corridoio contro i 2 personaggi rimasti fuori fino a che un muro di fuoco evocato da Bigby non li frena e permette di prendere tempo prezioso.
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sessione 11 - ingannati e divisi!
mentre Dankant Yleen e Gannicus cercano di trovare una via per uscire dalla grotta vengono attaccati da dei camaleonti cornuti. Sconfitti gli animali o si esce nuotando per dei cunicoli che si diramano sotto il laghetto a nord della grotta o rimuovendo le macerie. Scelgono la seconda strada. All'esterno Bigby e Olaf Bjorsen con uno degli zombi controllati da Gannicus che mantiene fra i due gruppi un contatto per comunicare, decidono di scappare e, pur inseguiti dai restanti orchetti, raggiungono di nuovo Unknown .
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sessione 12 - cercando di riunirsi
Il gruppo arrivato a Unknownford viene avvisato che l'idea di celebrare la festa del re Halav con un altro chierico che non fosse Alaric Kirilov non si rivela praticabile per la superstizione dei traladariani: è sempre stato il chierico di Unknown a presiederla e cosa potrebbe accadere se non fosse lui? Piuttosto che non si faccia! Ma anche questo evento potrebbe avere nel morale della popolazione una dura ripercussione.
L'urgenza che il chierico venga ritrovato convince Appius Penhaligon a sfidare i comandi ricevuti da Arteris Penhaligon ed abbandonare la protezione di Stallanford per aiutare il gruppo. Così il giorno seguente, il 22 Nuwmont, si reca nel dungeon. Il mago Bigby trasformatosi in topo entra indisturbato portando con sè l'anello della forma gassosa e lo fa pervenire a Yleen. Mentre Gannicus si tramuta anch'esso in un piccolo animale e Dankant beve la sua pozione rimpicciolente e così, messi in una bisaccia vengono presi da yleen che indossato l'anello diventa fumo e esce dal dungeon e il gruppo si riunisce. Grazie a un camaleonte tramutato in zombie al servizio di Gannicus si scopre un intricato labirinto di tunnel immersi in acqua che collega la grotta all'esterno della tomba ora rifugio degli orchetti. Gannicus racconta ai suoi amici anche di un Il sogno di Gannicus ricorrente che ha avuto e che ritiene un messaggio di Nyx che lo invita a uccidere il chierico che sono venuti a salvare in quanto alleato degli orchetti.Il gruppo ricompattato rientra nel dungeon solo per scoprire che esso è vuoto, abbandonato. Anche nella stanza del trono degli orchetti non si trova nulla se non segni di un abbandono del dungeon. Questo è confermato da Harribal Piedepiatto che gli informa che gli orchi sono scappati nella notte: orchetti, dei coboldi e dei bugbear. Lui sa dove si trova ma è una informazione che si paga. Il party non vuole pagare l'impertinente halfling e lo cattura. Appius Penhaligon si impone con il party e con l'halfling portando a più civili atteggiamenti e a farsi dare l'informazione, in nome dell'autorità della cugina e di una ricompensa successiva. Gli orchetti sono poco distanti, accampati alla fattoria Karvik ma, questo non sfugge al party, nel gruppo che ha raggiunto la fattoria, non c'era traccia di Alaric Kirilov .
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sessione 13 - gli orchi sono fuggiti!
Quando Harribal Piedepiatto ha comunicato al party che gli orchetti si erano accampati alla fattoria Karvik era ormai sera ma il party si è incamminato lo stesso. Raggiunta la fattoria Felce Piedepiatto aveva lasciato segnali al fratello che indicavano un successivo spostamento degli orchi. Questa ulteriore pista li conduce dopo poca strada a trovare la stessa Felce appostata ad osservare la fattoria Maray, dove si erano nuovamente fermati gli orchi prima di fare fuggire tutti gli abitanti del posto con il loro arrivo. Tra loro però ella non aveva visto il prigioniero. Il piccolo gruppo di Bugbear che era con loro aveva invece proseguito il viaggio.
Il party decise di aspettare il mattino, riposarsi e qualora gli orchetti fossero rimasti alla fattoria, attaccare.
Un importante scontro così è avvenuto nella mattina del 23 Nuwmont tra il party, a cui si erano uniti Appius Penhaligon e Harribal Piedepiatto e gli orchetti asseragliati nell'edificio principale della fattoria. Tutti i nemici furono sconfitti senza perdite tra il party e fu scoperto anche dove era tenuto il prigioniero Alaric Kirilov insieme a 12 misteriose clessidre. Gli orchetti possedevano una rara pergamena del riparo, capace di aprire una porta su una stanza interdimensionale. Qui era tenuto prigioniero Alaric. La stanza era arredata per essere un laboratorio magico: pergamene, pozioni, alambicchi, etc. Quando la stanza non era evocata essa dava al suo ospite una autonomia d'aria di 12 ore: a questo servivano infatti le clessidre: a tenere il conto del tempo per evitare di uccidere il prigioniero. Alaric si trovava in condizioni pietose: era stato duramente malmenato dagli orchi, che gli avevano anche rotto qualche ossa: non aveva voluto collaborare, o almeno questo era ciò che lui aveva dichiarato.
Interrogato infine uno sciamano orchetto di nome Merkor sul Il sogno di Gannicus rivelò che conosceva un chierico che rispondeva alla descrizione del sogno, con un simbolo di Nyx sulle vesti e dei capelli neri e unti: Petrides. Mesi fa era stato accolto dagli orchetti nella loro tana, che in passato era una tomba. Egli avrebbe avuto accesso a tutti i cadaveri contenuti ma in cambio avrebbe dovuto offrire le sue cure da chierico alla tribù di orchetti. All'inizio le cose procedevano bene: Petrides aveva i suoi cadaveri su cui fare le sue magie da negromante e gli orchetti venivano puntualmente guariti. Ma dopo un pò Petrides, senza dire il motivo, si tirò indietro e questo causò uno scontro fra lui e gli orchetti: ma ormai il suo stuolo di non morti era troppo forte per gli orchetti che così deciserò di seppellire con una struttura in pietra l'accesso alla parte di dungeon in cui Petrides si era rintanato ed evitare così i suoi attacchi improvvisi dato che none ra possibile sconfiggerlo. L'ingresso alla parte di dungeon occuata da Petrides si trova ora infatti sotto la pedana di roccia e legno su cui si issa il trono del loro re, perito nello scontro. Lo sciamano è ben contento di mettere il party sulle tracce di Petrides sperando così di compiere la vendetta degli orchetti su di lui. E' proprio per rimpiazzare i servigi di Petrides che gli orchetti, ormai abituati alle potenti cure magiche di un chierico, hanno deciso di rapire Alaric la notte dell'assalto a Stallanford.
Scoperti questi avvenimenti dietro il rapimento di Alaric il party decide così di tornare a Stallanford e condurrlo finalmente in salvo. -
Liberato Alaric Kirilov e ricondotto a Unknown dal party Il giglio nero, accolto fra la festa e la fecilità degli abitanti e del capo villaggio, il party decide di recarsi a Penhaligon nei giorni precedenti la festa del re Halav per porre al riparo i tesori trovati durante la liberazione. Il viaggio dura poche ore ma viene funestato dall'attacco di un giovane drago rosso che viene ucciso facilmente. Olaf Bjorsen decide di portare con se la testa del drago.
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sessione 15 - un drago per strada
Il party ha raggiunto Penhaligon e deposita i tesoti trovati, li fa valutare e cerca di identificare eventuale magia negli oggetti. La testa di dargo portata da Olaf attira l'attenzione della popolazione e in particolare di un tale, di nome Liut che si offre di acquistare la testa o parte di essa per realizzare dei particolari soprammobili ornamentali con parti di creature magiche. Alla fine riesce a comprare un occhio per 500 mo. "pesca" nelle sue tasche e trova una pergamena clericale con l'incantesimo "occhi della morte" che permette di risalire alle immagini precedenti la morte di una creatura se se ne possiede un occhio. L'intenzione di Liut appare un'altra da quella dichiarata e una veloce ricerca nelle locande del posto, la sera stessa, porta alla luce che Liut è membro di un gruppo di avventurieri. Gannicus compie l'incantesimo sull'occhio rimasto al gruppo e identifica nelle montagne a poche ore ad ovest di Penhaligon la sede della tana del drago, dove risiedono altri due draghi rossi, adulti.
Il gruppo decide di tornare a Stallanford per la festa del re, fra pochi giorni, e di rimandare una eventuale caccia al tesoro dei draghi pur consci che probabilmente il gruppo di Liut, con le stesse informazioni, starà programmando una simile impresa.
A Stallanford il party viene a conoscenza di una usanza durante l'importante festa: una pergamena magica permette una volta all'anno durante la festa del re di lanciare l'incantesimo clericale "parlare con gli Dei" che, rivolgendosi ad Halav in persona, permette di rivolgergli tre domande al quale il Dio risponde, per tramite dell'incantatore, solo si o no. Per ringraziare il duca Stefano Karameikos III che ha inviato il party che ha liberato Alaric Kirilov due domande vengono affidate al duca stesso e al party affinchè si possa fare luce sul destino del figlio scomparso, Valen Karameikos. Il Duca chiede se egli è ancora vivo e la risposta, durante la festa, è un "Sì" e sempre un "Sì" è la risposta alla domanda fatta dai membri del giglio nero: "Gli sforzi messi in atto dal duca porteranno al ritrovamento del figlio".
I messaggeri partiti per Specularum sono sicuri che il duca sarà molto contento delle risposte ricevute dal dio Halav circa la sorte del figlio, presente e futura.
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sessione 16 - il giorno della festa
Dopo le risposte di Halav alle 3 domande la festa del re Halav è proseguita con il banchetto ufficiale. Il party ha potuto sedere insieme alle autorità in quanto delegazione ufficiale del duca Stefano Karameikos III. I discorsi della tavola vertevano principalmente sui disordini di umanoidi intorno e dentro i confini di Penhaligon e la loro accentuata mescolanza fra tribù e razze di umanoidi, più frequenti del solito, così come alla frequenza e l'intensità degli attacchi. Anche una discussione sulla Riforma della 8° tesi ha avuto il suo ruolo, prendendo spunto dai malumori dati dalle domande utilizzate per le necessità del Duca. C'è chi ha visto in questa collaborazione fra il Duca e la chiesa di Traladara una forte spinta a favore del desiderio della frngia progressista delle due chiese di portare la trinità traladariana, Halav, Petra e Zirchev all'interno del panteon ufficiale della chiesa di Karameikos, a discapito di tre immortali di tradizione thyatiana.
Il giorno dopo la festa, mentre Unknown iniziava a ritrovare la sua normalità mentre padiglioni venivano smontati e gli ospiti e i mercanti attirati dalla festa ritrovavano la via del ritorno svuotando le locande (e ogni edificio) delle vicinanze, il party decideva di recarsi ancora una volta nel tumulo che era stata la sede della tribù degli orchi e dare la caccia al chierico Petrides secondo le informazioni raccolte dall'orchetto Merkor e dalle visioni del Il sogno di Gannicus.
Ed effettivamente, una volta rimossa la struttura di pietre e macigni su cui si ergeva il trono del re orchetto è stata trovata una botola che poermetteva di scendere ad un livello sotterraneo. Prima di addentrarsi Bigby ha investigato con l'occhio dello stregone ed ecco uno schema sintetico della sua perlustrazione. -
sessione 17 - dentro l'oscurità
Il party si addentra nel tumulo. Viene attaccato da un numeroso gruppo di vermi rossi della terra che sbucano dal pavimento, creature dure a morire. Poi verso sud un numeroso gruppo di ghoul viene facilmente eliminato. La stanza rivela un passaggio segreto che conduce a un tunnel alla cui estremità c'è una stanza illuminata. La debole luce permette di capire che c'è qualcuno, se ne vede solo parte del corpo, un non morto con numerose fasciature: una mummia! Il gruppo avanza con in testa il camaleonte zombie... se qualcosa di brutto deve succedere che capiti a lui.
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Il giglio nero prosegue la sua ricerca di Petrides. 4 antichi chierici traladariani trasformati in mummia vegliano una porta in una stanza illuminata dalle torce, segno di una presenza vivente. Uno strano tunnel perfettamente circolare alto circa 1,50, come se fosse stato scavato da un gigantesco verme attrae però l'attenzione di Dankant che vi si intrufola per esplorarlo venendo solo infastidito da uno scheletro. Così se ne torna indietro dai suoi compagni per aprire la porta ormai liberata dall'antica guardia. Ma non sa che quella piccola scaramuccia ha risvegliato morti che giacevano intorpiditi nelle stanze in cui il tunnel sfociava e che si sono lentamente messi in marcia verso il party prendendolo alle spalle mentre apriva la porta che dava nelle stanze del chierico di Nyx, Petrides. Aperta la porta si trovano davanti un uomo vestito con i simboli di Nyx in armatura con mazza e scudo, lunga barba e capelli castani, intrisi di sangue come parte del suo corpo, una profonda ferita al viso ne aveva asportato una buona metà, una orribile e sfigurante ferita che non poteva lasciare nessuno in vita eccetto, come era evidente, l'uomo che malignamente stava di fronte a loro, pronto a combatterli. Viene però subito messo fuori gioco dalla magia di Gannicus che lo immobilizza mentre stava fuggendo da loro in un'altra stanza, anch'essa con un circolare foro nel muro che si inoltrava nella terra. Ma ormai immobile era cibo per il camaleonte zombie. A Gannicus non era sfuggito però che la stanza principale era piena di cadaveri ammassati alle pareti e uno di questi adagiato sul tavolo, coperto da un lenzuolo eccezion fatta per la testa, da cui scendevano lunghi capelli neri e unti. Dankant per evitare discorsi lo decapita, casomai celasse qualche trucchetto. Ma dei strani rumori lasciavano presagire che qualcosa stava per accadere: quello come di un terremoto localizzato si rivelò essere un terribile e gigantesco verme rosso della terra, con denti particolarmente affilati e prominenti, ora divenuto uno zombi ed emerso dal foro che era esattamente delle sue dimensioni. Sfondando la parete di una stanza ha iniziato ad attaccare il party, mentre il rumore di passi e ossa provenienti dal tunnel si rivelò essere un numero imprecisato di scheletri e spettri attaccavano le retrovie del party dove si trovavano Gannicus e Olaf Bjorsen, un piccolo esercito attirato dall'incauta esplorazione del nano Dankant. Nonostante il loro numero la spada di Olaf falciava i corpi rianimati dei non morti mentre il chierico, pur colpito da uno spettro, li rendeva polvere ricorrendo all'invocazione del suo dio. Gli altri stavano colpendo il grande verme zombi che assorbiva i colpi e le ferite con grande resistenza mentre le sue fauci laceravano a destra e a manca. Ma ormai anche per il verme zombie sembrava essere arrivata la fine e mentre Olaf notava l'assenza di vita negli occhi del chierico malvagio paralizzato nella sua immobile faccia orrendamente tagliata a metà si accorgeva l'intero party che nella stanza c'era ancora qualcuno. Nell'angolo opposto della stanza, sotto una pila di cadaveri emerge un uomo dallo sguardo malvagio e sadico, lunghi capelli neri unti e oleosi e una voce acuta e stridula. L'uomo che li osservava mentre emergeva dalla pila di carni morte e putrefatte sembrava essere davvero il malvagio chierico Petrides e dunque la consapevolezza che sia il cadavere sul tavolo che quello che li aveva accolti, animato dall'incantesimo negromantico "possessione delle spoglie", erano solo una distrazione, prendeva corpo nell'esterefatto party. Con le parole: "è ora che mi occupi personalmente dei miei ospiti" accompagna la formulazione di un incantesimo, pronto ad essere lanciato sul party: dalle sue dita iniziano a sprigionarsi saette di luce bianca e spettrale che inizia a prendere la forma di temibili frecce intrise di dolore e malvagità, pronte a riversarsi sul party.
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sessione 19 - Petrides esce allo scoperto
Petrides si erge sulla pila di cadaveri spaventoso, con una armatura d'ossa che lo ricopre e con la voglia di uccidere. Il suo incantesimo di luce bianca colpisce tutte i nemici nella sala e inoltre il suo aspetto diventa quello della morte che infonde terrore su tutti i presenti. Gannicus e Dankant sono intimoriti a tal punto da evitare persino di guardare colui che gli pare essere la morte in persona e dedicano i loro sforzi a uccidere l'enorme verme zombi che ha invaso la stanza. Petrides avanza verso Bigby dato che le sue magie non sembrano funzionare sul mago e decide di prenderlo a mazzate con quella che sembra la mazza più preziosa che abbia mai visto, pensa Ferruccio, entrato nella stanza solo ora, troppo concentrato a vedere se nelle stanza precedenti fosse rimasto dell'oro troppo ben nascosto per stare al passo del gruppo. Ma ora le cose si fanno serie. Bigby guadagna tempo intrappolando Petrides con una ragnatela mentre Ferruccio cerca di liberare i compagni dal terrore emanato magicamente da Petrides il quale continua con i suoi incantesimi a generare paura e dolore, tanto che Dankant e Bugby iniziano a colpirsi per uccidersi con le loro mani, soverchiati dal dolore del vivere, rapiti da una magica melodia di morte e disperazione. Petrides si libera dalla ragnatela dandole fuoco mentre la sua armatura d'ossa para i colpi che riceve. Una volta libero però l'ascia di Dankant trova la strada per infliggergli un colpo quasi mortale. Petrides lo azzanna per succhiargli vita e continuare a battersi ma colpisce l'immagine illusoria del nano creata da Gannicus e così viene finito dai dardi incantati di Bigby che già lo avevano molto ferito, superando l'armatura ossea che lo ricopriva.
Così sembra sconfitto il chierico di Nyx che muore lanciando invettive a Gannicus, accettando la sconfitta ma consolandosi di non aver ricevuto da lui il colpo finale. Mentre esangue si spegne sul pavimento il randello di Gannicus gli sfonda il cranio. E una nera nebbia luminescente si alza dal suo cadavere e si innerva nel corpo del chierico rendendolo, al posto di Petrides, un adepto al servizio della Dea della non-vita Nyx.
E poi una veloce occhiata in quello che resta di Petrides mostra un piccolo volume rilegato, quello che sembra essere il diario di Petrides.
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sessione 20 - la morte di Petrides
Il cadavere di Petrides è stato spogliato dei diversi oggetti magici che possedeva: un'anello, varie pergamene, armatura, armi, etc. Sulla sua scrivania, nella stanza sventrata dal corpo del verme zombi gigante, giacevano ancora aperti libri di negromanzia ancora aperti su come risvegliare i morti, base teorica per gli studi che stava portando avanti. Un passaggio segreto scovato abilmente da Olaf Bjorsen ha portato alla scoperta di due interessanti documenti. Il primo era una lettera a Kavorquian, indirizzata a un certo Kavorquian dove si paventava una qualche minaccia legata a una misteriosa "regina". L'altra invece era la lettera di deposito di tesori intestati a Petrides presso la tesoreria di Specularum , per un totale di circa 70.000/80.000 mo! Bisognerebbe capire bene come funzionano le precauzioni delle tesorerie e vedere se fosse possibile mettere le mani su -possibilmente tutti- quei soldi.
Mentre il party stava uscendo si è imbattuto in un altro assalto di vermi rossi le cui ferite conseguenti lo hanno convinto a tornare a Unknown per riposarsi e rifocillarsi. Lì, parlando con Alaric Kirilov sembrerebbe che "Kavorquian" fosse il nome di un mago di cui non si sentiva parlare da tempo che viveva presso Penhaligon e si prodigò nel servire l'autorità costituita dalla famiglia Penhaligon nei suoi anni di attività. Ora deve essere piuttosto anziano, sentenziò Alaric dopo un non indifferente sforzo di memoria provocatogli dal nome "Kavorquian".
Durante la sera, alla locanda, degli avventori sono entrati trafelati dicendo di essere a mala pena scampati all'assalto di un grande drago rosso che imperversava per la strada che separa Stallanford da Penhaligon, a differenza di un gruppo che viaggiava davanti loro e che sono stati annientati da una vampata di fuoco lanciata dal drago. Il drago volava avanti indietro e ruggiva senza curarsi di essere visto e sentito, mosso da quella che sembrava una grande rabbia che lo rendeva ancora più pericoloso e spaventoso di quanto già non fosse al solo sentirne parlare.